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Pubblicato da Alessandro il 01/06/2009 alle 14:12:49,  In Europa, (visitato 355 volte)
Sabato e domenica andremo a votare per eleggere chi ci rappresenta in Europa. Tranne rare eccezioni, il dibattito si è concentrato - a volte in maniera becera - sui temi di politica interna. Si è parlato di Noemi, della sentenza Mills e dei respingimenti alla frontiera (ora gli sbarchi sono ripresi, ma nessuno ne parla più!), lasciando sullo sfondo il tema della crisi economica.
 
Non si è parlato di Europa, percepita come qualcosa di completamente lontana dal nostro vivere quotidiano, a volte dannosa. Quando, invece, avremmo come non mai bisogno di più Europa per rispondere alle grandi sfide a cui gli stati singolarmente non sono più in grado di far fronte.
 
Siamo o non siamo più efficaci se a lottare contro la criminalità organizzata ci sono strutture di polizia e giudiziarie che si muovono liberamente in  tutta Europa; siamo o non siamo più efficaci nell'affrontare i fenomeni legati all'immigrazione clandestina avendo una polizia con uomini, mezzi e risorse europei a presidiare i confini terrestri e quelli nel mediterraneo o avendo organismi europei a farsi carico delle delicate questioni legate alla concessione dello status di rifugiato; siamo o non siamo più efficaci nel lottare contro i grandi cambiamenti climatici grazie alla spinta dell'Europa ad abbassare il livello di emissione dei gas o alle risorse comunitarie messe in campo per incentivare le energie rinnovabili. Senza ricordare che una parte dei soldi per finanziare la cassa integrazione arrivano oggi dall Europa.
 
Berlusconi e Bossi non hanno mai guardato con favore all'Europa, vista come un ostacolo o peggio come il capro espiatorio della propria incapacità ad affrontare i problemi di politica interna. Nella lista del Partito Democratico, invece, abbiamo candidato donne e uomini che hanno cercato di parlare di Europa e di come l'Europa possa aiutarci a superare la crisi economica che stiamo vivendo.
 
Come sapete per le elezioni europee si possono dare tre preferenze. Ho scelto - sebbene ci fossero anche altre persone che stimo per la loro competenza e serietà - di sostenere i tre europarlamentari uscenti lombardi:
Patrizia Toia
Antonio Panzeri
Francesco Ferrari
Li conosco personalmente da anni, li ho apprezzati per il lavoro svolto al Parlamento europeo e per la passione con cui hanno parlato di temi europei in questa difficile campagna elettorale.
 
Con l'occasione, oltre ad esprimere il mio sostegno ai tre europarlamentari lombardi, voglio ringraziare tutti coloro che hanno deciso di mettersi in gioco per il proprio Comune, consapevole che il radicamento del Partito Democratico passa soprattutto da un buon risultato alle elezioni amministrative.
 
Perciò, in bocca al lupo a tutti per lo sprint finale!
 

Pubblicato da Alessandro il 13/04/2006 alle 12:00:00,  In Europa, (visitato 417 volte)
(Commento alla ricerca “Giovani cittadini d’Europa”)
Molto spesso dal 1950 ad oggi analisti, politologi e politici hanno disquisito sulla tenuta del processo di integrazione europea. Ogni volta sottolineando il carattere epocale degli ostacoli che ci si accingeva ad affrontare. Epinici ed epitaffi si sono ciclicamente alternati nella retorica tipica dei discorsi sul futuro dell’Europa. Personalmente rifuggo dalle iperboli e, pur riconoscendo le battute d’arresto, mi piace definire il processo d’integrazione europea come una storia di “gradualismi di successo”. Ciò detto, non nego le difficoltà che sta attraversando il nostro Continente, ancora alla ricerca della rotta migliore dopo i due spartiacque che hanno segnato profondamente l’ultimo decennio. La fine della guerra fredda, con la scelta dell’allargamento e la discussione tuttora aperta sui futuri confini dell’Unione; e la globalizzazione, con il tentativo di dotare l’Unione di strumenti per affrontare le grandi sfide legate alla competitività e alla sicurezza dei Paesi europei. Insomma, un continente che sta ridefinendo identità e vocazione: che cosa è l’Europa – e qui assume rilevanza il tema dei confini e quello dei principi e dei valori comuni – e che cosa intende fare, vale a dire quali compiti può utilmente svolgere per rispondere alle grandi sfide di un mondo globalizzato....

[continua]

 

Pubblicato da Alessandro il 04/04/2006 alle 14:00:00,  In Europa, (visitato 832 volte)
Il rapporto fra democrazia e sovranità. Parlare di democrazia nel mondo significa in prima battuta approfondire il rapporto fra democrazia e sovranità. Negli ultimi decenni la dimensione internazionale di soggetti non statuali è cresciuta in maniera esponenziale, in un quadro generale caratterizzato dall’intensificarsi dei processi di globalizzazione e dal progresso della costruzione europea....

[continua]

 

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