Da Varesenews, di Roberto Rotondo
La politica, a volte, dà un po' da pensare.
Se ti chiami Hamid Kartaoui, fai l’autotrasportatore, abiti a Gallarate, ti professi musulmano moderato, dici che rispetterai tutte le leggi italiane e non vuoi convertire nessuno, ti metti persino d’accordo con il prevosto cattolico di Gallarate per il ramadan; insomma, finisce che ti mandano via.
Se ti chiami Gheddafi, fai di mestiere il dittatore dello stato islamico di Libia, ma hai sotto la sabbia migliaia di petrodollari e nel portafoglio le partecipazioni a banche e squadre di calcio: ti accolgono a Roma, con tutti gli onori, ti forniscono 500 ragazze, per ascoltare le tue prediche sul corano. E’ un po’ fatta così l’Italia.
Su questa doppia morale, tra Roma e Gallarate, interviene il varesino Alessandro Alfieri, vicesegretario regionale del Partito Democratico, che dopo il disagio manifestato dai cattolici attraverso il quotidiano Avvenire, esprime il disagio di chi sostiene il dialogo tra le religioni e si dichiara nemico degli opposti estremismi, quello da crociata leghista, e quello radicale islamico. L’esponente del Pd attribuisce al Governo queste incoerenze e tira dentro anche la Lega Nord. «
Il governo di Bossi e Berlusconi fa le sceneggiate con Gheddafi – sostiene - con tanto di conversioni di giovani donne, e piega la testa ai ricatti del dittatore che chiede 5 miliardi di euro all’Europa per bloccare i clandestini. Ma poi i suoi rappresentanti sul territorio vietano le preghiere del ramadan, oppure si scandalizzano se a Roma fanno il gay pride. Mi sembra che siamo davvero di fronte a una doppia morale inaccettabile» sottolinea Alfieri.
Eppure la Padania ha reagito a Gheddafi; ha scritto “l’Europa sia cristiana”, il ministro Zaia ha criticato il rais, insomma il carroccio non le ha mandate a dire, qualche esponete di Cl ha scritto ai giornali storcendo il naso, Farefuturo di Fini ha detto no a questo circo. «Sulla Lega però bisogna dire una cosa – continua Alfieri - è ormai disposta a mandare giù di tutto, dalle leggi ad personam alla celebrazione di Gheddafi, e lo fa per rimanere al potere, anche se in pubblico dicono che è per portare a casa il federalismo. Ma il territorio che cosa ci guadagna? A giudicare dai primi decreti attuativi del federalismo direi davvero pochino».
La presa di posizione dei cattolici è forse anche un’occasione per l’opposizione, per riagganciare un mondo che sembra un po’ in crisi con gli eccessi del premier. «Tra i cattolici è serpeggiato un sentimento – conferma Alfieri - l’aggressività e l’arroganza con cui Gheddafi ha posto il tema delle fede è stato visto con preoccupazione, e lo dico , soprattutto, facendomi interprete di chi ha fatto del
dialogo e della convivenza tra le religioni e le culture, uno dei grandi temi del nostro impegno politico».
Secondo Alfieri il centrodestra è sostanzialmente «schizzofrenico sulle questioni dell’integrazione religiosa». O chiude ogni ponte, o lascia che un leader discusso faccia cose inaccettabili anche se le ha fatte nel giardino della sua ambasciata. «La strada – continua Alferi - è proprio un’altra e cioè quella di costruire con rigore ma pazienza e determinazione una vera integrazione. Faccio un esempio. Mi ha colpito, nei giorni scorsi, che alcuni leghisti in viale Padova, a Milano, abbiano restituito la tessera perché Maroni ha finanziato un progetto di integrazione dei rom.
E’ la dimostrazione che quando governi – aggiunge l’esponente del Pd - devi comunque costruire e non puoi sostenere sempre che tutti gli stranieri debbano essere cacciati via a calci. Esasperare il conflitto vuol dire spesso negare le soluzioni, che comunque dovrai un giorno cercare».
Con questa risoluzione - abbiamo commentato a fine seduta con il collega varesino Stefano Tosi - si è infatti aperta la strada all’aumento delle tariffe per gli utenti dello scalo. È la conseguenza dell’approvazione di un emendamento della maggioranza che cancella l’espressione “senza aggravio di costi per gli utenti” fortemente voluta dal PD. Ma la nostra insoddisfazione è legata anche alla mancata approvazione della nostra proposta di prevedere la valutazione ambientale strategica prima della valutazione del progetto della terza pista, come richiesto anche ai sindaci del Consorzio Urbanistico Volontario Malpensa (CUV - Arsago Seprio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Golasecca, Lonate Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo e Vizzola Ticino).
È invece positivo l’impegno per il mantenimento dei posti di lavoro e per la realizzazione dei collegamenti infrastrutturali con l’aeroporto, ma ciò che emerge con maggior chiarezza - e questo è il nostro terzo motivo di disappunto - è che la Regione Lombardia per l’ennesima volta ha perso l’occasione di tracciare un profilo dell’intero sistema aeroportuale lombardo.
Sabato 26 giugno a Varese è stata un’occasione non solo per raccontarvi l'inizio del mio lavoro in Consiglio regionale, ma anche e soprattutto per confrontarmi con voi (
Varesenews e
Varesenotizie).
Metto in fila qualche pensiero, una breve sintesi dei temi più importanti che abbiamo affrontato:
MANOVRA ECONOMICA:
- martedì 23 giugno, su proposta del Pd e di tutta l’opposizione, si è svolta in Consiglio regionale una seduta straordinaria dedicata alla manovra economica. Abbiamo presentato un documento, che la maggioranza non ha avuto il coraggio di approvare (qui trovate il nostro ordine del giorno). In sintesi si sollecitava la Giunta ad attuare una serie di azioni come il superamento delle Prefetture, la soppressione della Provincia di Milano e la contestuale istituzione della Città Metropolitana; il trasferimento, a partire dal 2011, delle sedi militari dismesse a Comuni e Province;
- la manovra avrà un impatto forte sulle autonomie locali ed è squilibrata. Il governo però continua a fare comunicazioni incoerenti rispetto ai fatti: dice che non metterà nuove tasse, ma se si massacrano in questo modo le autonomie locali, queste saranno costrette ad aumentare le tariffe o a tagliare i servizi ai cittadini. Complessivamente la pressione fiscale aumenterà (qui trovate altro materiale relativo alla posizione del gruppo Pd regionale sulla manovra);
- come Pd dobbiamo essere più capaci di comunicare ai cittadini cosa non va nelle scelte del governo, nelle loro contraddizioni e le nostre proposte. Dobbiamo creare luoghi “fisici” di discussione – anche interni al partito – per discutere di cosa accade nel Paese.
FEDERALISMO:
- mercoledì 24 giugno si è svolto un Consiglio regionale straordinario sul federalismo demaniale, tematica che a nostro parere non richiedeva questa urgenza. Si tratta comunque di un tema delicato che presenta alcune criticità per le autonomie locali. Anche in questo caso abbiamo presentato un ordine del giorno (qui trovate il documento, qui una sintesi del mio intervento);
- si tratta di un passo in avanti, anche se non ancora il più importante. L'appuntamento principale è quello di mercoledì 30 giugno quando Tremonti sarà chiamato a presentare in Parlamento la relazione sulla situazione economica del paese che dà le linee guida del federalismo fiscale;
- in Aula mercoledì fra Lega e Pdl è scattata la gara a chi è più “innamorato del federalismo”. Noi non siamo innamorati del federalismo, ma siamo interessati a che lo Stato funzioni meglio, a che si facciano le riforme istituzionali a partire da quella in senso federale. Non dobbiamo essere timidi su questo fronte su questo fronte: le uniche vere riforme sono state varate dal centrosinistra con la riforma del Titolo V e le Leggi Bassanini. Dobbiamo mettere più in chiaro quali sono le vere radici del federalismo.
MALPENSA:
- martedì 29 giugno è in programma una seduta speciale del Consiglio regionale a Malpensa (al museo Volandia). Personalmente porterò in Consiglio le idee maturate anche nel corso di alcuni incontri come quello che si è svolto alla Festa del Pd di Samarate (qui trovate un’intervista alla Prealpina in cui espongo la posizione del Pd lombardo su Malpensa);
- in generale, spero che il dibattito non si concentri solo sulla tematica “terza pista sì/terza pista no”, altrimenti non riusciremo a inchiodare il centrodestra alle sue responsabilità;
- questi sono secondo me i punti da affrontare: rinegoziazione degli accordi bilaterali sui diritti di volo più importanti; qualità del lavoro che si creerà nei prossimi anni; completamento dei raccordi infrastrutturali con Malpensa; competitività in termini di tariffe e di innovazione dei servizi forniti da Sea rispetto ai principali scali europei;
Il mio impegno in Regione sarà a tutto campo sulle questioni che riguardano la provincia di Varese. Avrò un'attenzione particolare per i temi che coinvolgono le Commissioni di cui sono membro: la prima che si occupa di
bilancio, demanio e temi legati al federalismo e la seconda che riguarda
sanità e welfare. Chiedo a chi è interessato di darmi una mano e magari di creare piccoli gruppi di lavoro.
Ho chiesto a Paolo Bertocchi di aiutarmi nel mio lavoro in Regione e di fare da collegamento con il territorio.
Martedì 29 giugno si è svolta una seduta straordinaria del Consiglio regionale a Malpensa. Qui una sintesi del mio intervento.
Malpensa - ne siamo tutti consapevoli - è un'infrastruttura strategica ed è quindi decisiva nella competizione dell'Italia a livello internazionale. Ma quali sono le condizioni per poter ripartire dopo la forte perdita passeggeri e la derubricazione del suo ruolo?
- La partita si gioca sulla rinegoziazione degli accordi bilaterali sui diritti di volo più importanti. Ci sono segnali positivi di crescita, ma i dati sono ancora preoccupanti. La nostra comunità imprenditoriale ha bisogno di collegamenti diretti veloci con paesi come Brasile e Cina, economie che hanno ricominciato a marciare. Non può essere solo una scelta dei tecnici e di Sea, ma serve attrarre compagnie importanti.
- C'è la questione del completamento delle infrastrutture con Malpensa. Nel Cipe il finanziameto della linea Rho-Gallarate si ferma a Parabiago, non si parla di più della continuazione fino a Gallarate. Invece è un'opera fondamentale per Malpensa, per Expo, ma anche per la qualità della vita dei nostri pendolari. È fondamentale poi il collegamento diretto fra T1 e T2, un'opera al momento non finanziata. Chiediamo in questo senso un impegno al Consiglio regionale. La competitività dello scalo si misura anche sulla capacità di mettere in campo servizi nuovi, efficienti e a costi concorrenziali.
- Serve un nuovo modello di governance che coinvolga tutto il territorio, sullo stile del lavoro fatto con Pedemontana anche sotto la presidenza di Penati. Il confronto forse allunga i tempi, ma è decisivo perché è l'essenza della democrazia. Appoggiamo quindi il documento dei sindaci del territorio di Malpensa. Le scelte invece spesso impattano dall'alto senza che le comunità vengano e si sentano coinvolte. Prendiamo più tempo, ma troviamo la capacità di rendere tutti protagonisti nelle scelte che riguardano questo scalo.