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Pubblicato da Alessandro il 31/08/2010 alle 20:40:42
 

Pubblicato da Alessandro il 31/08/2010 alle 20:31:03
Da Varesenews, di Roberto Rotondo

La politica, a volte, dà un po' da pensare. Se ti chiami Hamid Kartaoui, fai l’autotrasportatore, abiti a Gallarate, ti professi musulmano moderato, dici che rispetterai tutte le leggi italiane e non vuoi convertire nessuno, ti metti persino d’accordo con il prevosto cattolico di Gallarate per il ramadan;  insomma, finisce che ti mandano via.
Se ti chiami Gheddafi, fai di mestiere il dittatore dello stato islamico di Libia, ma hai sotto la sabbia migliaia di petrodollari e nel portafoglio le partecipazioni a banche e squadre di calcio: ti accolgono a Roma, con tutti gli onori, ti forniscono 500 ragazze, per ascoltare le tue prediche sul corano. E’ un po’ fatta così l’Italia.
Su questa doppia morale, tra Roma e Gallarate, interviene il varesino Alessandro Alfieri, vicesegretario regionale del Partito Democratico, che dopo il disagio manifestato dai cattolici attraverso il quotidiano Avvenire, esprime il disagio di chi sostiene il dialogo tra le religioni e si dichiara nemico degli opposti estremismi, quello da crociata leghista, e quello radicale islamico. L’esponente del Pd attribuisce al Governo queste incoerenze e tira dentro anche la Lega Nord. «Il governo di Bossi e Berlusconi fa le sceneggiate con Gheddafi – sostiene - con tanto di conversioni di giovani donne, e piega la testa ai ricatti del dittatore che chiede 5 miliardi di euro all’Europa per bloccare i clandestini. Ma poi i suoi rappresentanti sul territorio vietano le preghiere del ramadan, oppure si scandalizzano se a Roma fanno il gay pride. Mi sembra che siamo davvero di fronte a una doppia morale inaccettabile» sottolinea Alfieri.
Eppure la Padania ha reagito a Gheddafi; ha scritto “l’Europa sia cristiana”, il ministro Zaia ha criticato il rais, insomma il carroccio non le ha mandate a dire, qualche esponete di Cl ha scritto ai giornali storcendo il naso, Farefuturo di Fini ha detto no a questo circo. «Sulla Lega però bisogna dire una cosa – continua Alfieri - è ormai disposta a mandare giù di tutto, dalle leggi ad personam alla celebrazione di Gheddafi, e lo fa per rimanere al potere, anche se in pubblico dicono che è per portare a casa il federalismo. Ma il territorio che cosa ci guadagna? A giudicare dai primi decreti attuativi del federalismo direi davvero pochino».
La presa di posizione dei cattolici è forse anche un’occasione per l’opposizione, per riagganciare un mondo che sembra un po’ in crisi con gli eccessi del premier. «Tra i cattolici è serpeggiato un sentimento – conferma Alfieri - l’aggressività e l’arroganza con cui Gheddafi ha posto il tema delle fede è stato visto con preoccupazione, e lo dico , soprattutto, facendomi interprete di chi ha fatto del dialogo e della convivenza tra le religioni e le culture, uno dei grandi temi del nostro impegno politico».
Secondo Alfieri il centrodestra è sostanzialmente «schizzofrenico sulle questioni dell’integrazione religiosa». O chiude ogni ponte, o lascia che un leader discusso faccia cose inaccettabili anche se le ha fatte nel giardino della sua ambasciata. «La strada – continua Alferi - è proprio un’altra e cioè quella di costruire con rigore ma pazienza e determinazione una vera integrazione. Faccio un esempio. Mi ha colpito, nei giorni scorsi, che alcuni leghisti in viale Padova, a Milano, abbiano restituito la tessera perché Maroni ha finanziato un progetto di integrazione dei rom. E’ la dimostrazione che quando governi – aggiunge l’esponente del Pd - devi comunque costruire e non puoi sostenere sempre che tutti gli stranieri debbano essere cacciati via a calci. Esasperare il conflitto vuol dire spesso negare le soluzioni, che comunque dovrai un giorno cercare».
 

Pubblicato da Alessandro il 05/08/2010 alle 12:10:31

Vi segnalo questo articolo apparso sulla Prealpina di giovedì 5 agosto. Il tema è l'acqua e l'ipotesi di privatizzazione.

La questione è tutt'altro che definitiva, inserita in un quadro legislativo complicato, che ha visto anche sentenze della Corte costituzionale. Ma nella sostanza riguarda l'elemento naturale più semplice e diffuso: l'acqua. Il progetto di legge sui servizi idrici finirà sul tavolo della Giunta del Pirellone proprio questa mattina, ma il consigliere del Partito Democratico Alessandro Alfieri lancia l'allarme su due punti ben precisi: il primo riguarda il ruolo dei Comuni, il secondo la privatizzazione della gestione
di un bene tanto prezioso.
«Questa legge abolirebbe gli Ato (acronimo di Ambito territoriale ottimale, ndr) – afferma – e di fatto taglierebbe fuori il consorzio dei sindaci,
delegando tutto alle Province. Insomma, i Comuni non sarebbero più nella cabina di regia e non avrebbero più facoltà di decidere gli interventi, compito che spetterebbe solo all'ente provinciale». Una passaggio che presta il fianco a facili accuse politiche al governo regionale: «Ci si riempe la bocca con i temi del federalismo e della sussidiarietà – prosegue Alfieri -. Queste decisioni dovrebbero essere affidate all'ente più vicino ai singoli territori, quindi il Comune, ma con questa legge non avverrebbe così. Senza contare poi che il centrodestra ha ripetuto per tutta la scorsa campagna elettorale la volontà di eliminare le Amministrazioni provinciali
, ora invece le si valorizza affidando un incarico così delicato».
Stoccata politica, ma non solo. «Questa scelta tra l'altro danneggerebbe maggiormente i piccoli Comuni, che non avrebbero più voce in capitolo». L'altro passaggio su cui punta il consigliere del Pd è quello della gestione: «Si vuole privatizzare il processo che porta l'acqua nelle case dei cittadini – rimarca -, con il rischio inoltre che le
tariffe vengano aumentate e gli investimenti siano fatti con una logica non sempre di interesse pubblico. È ovvio che si debba provvedere alla razionalizzazione di un bene così prezioso, e quindi benvengano le partnership, ma i privati non possono sostituirsi al pubblico nel gestire una materia che ha a che fare con l'alimentazione e la salute delle persone». «Il referendum su questo tema è utile perché smuove la situazione – sottolinea Alessandro Alfieri -, ma poi la politica deve essere in grado di fare proposte concrete
».
(Marco Croci) 

 

Il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione per lo sviluppo di Malpensa. Si tratta di un documento elaborato dopo la seduta speciale a Volandia dalla commissione Territorio. Noi ci siamo astenuti perché non lo riteniamo positivo per tre motivi.
Con questa risoluzione - abbiamo commentato a fine seduta con il collega varesino Stefano Tosi - si è infatti aperta la strada all’aumento delle tariffe per gli utenti dello scalo. È la conseguenza dell’approvazione di un emendamento della maggioranza che cancella l’espressione “senza aggravio di costi per gli utenti” fortemente voluta dal PD. Ma la nostra insoddisfazione è legata anche alla mancata approvazione della nostra proposta di prevedere la valutazione ambientale strategica prima della valutazione del progetto della terza pista, come richiesto anche ai sindaci del Consorzio Urbanistico Volontario Malpensa (CUV - Arsago Seprio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Golasecca, Lonate Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo e Vizzola Ticino).
È invece positivo l’impegno per il mantenimento dei posti di lavoro e per la realizzazione dei collegamenti infrastrutturali con l’aeroporto, ma ciò che emerge con maggior chiarezza - e questo è il nostro terzo motivo di disappunto - è che la Regione Lombardia per l’ennesima volta ha perso l’occasione di tracciare un profilo dell’intero sistema aeroportuale lombardo.
 

Pubblicato da Alessandro il 26/07/2010 alle 10:09:08

NESSUNO TOCCHI I BLOG

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati  dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del  c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o  inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel  Palazzo.
La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata,  illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità  dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni,  eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per  l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.
Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne  uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger
rischia più di un giornalista, ma ha meno libertà
.
Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come  se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti,  significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri
economici e politici.
Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha  dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di  attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione  Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto  alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la
propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso  ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.
Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il  dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo  la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.
L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto  fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini  siano costretti a rinunciarvi

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
Vittorio Zambardino, Scene Digitali
Alessandro Gilioli, Piovono Rane
Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu
Filippo Rossi, Direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine
Federico Mello, Il Fatto Quotidiano
Claudio Messora, Byoblu
Stefano Corradino, Articolo 21
Luca Conti, Pandemia
Fabio Chiusi, Il Nichilista
Daniele Sensi, L'AntiComunitarista
Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!
 

Pubblicato da Alessandro il 21/07/2010 alle 17:30:13
Oggi a Busto Arsizio è stata inugurata la nuova sede di Confapi. È un segnale positivo nel giorno in cui arriva la notizia del balzo in avanti di ordini e fatturato. Ma attenzione perchè la crisi non è finita. Ora dobbiamo pensare a come far ripartire l'occupazione. Ecco gli articoli di Varesenews e Vaesenotizie.
 

Pubblicato da Alessandro il 20/07/2010 alle 14:45:45
Vi segnalo questo articolo apparso sulla provincia di sabato 17 luglio.
 



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